Lo Schema Editor offre funzionalità per incorporare le informazioni di metadatazione semantica nel OpenAPI/JSON Schema dell’API. Due funzioni fondamentali sono la possibilità di configurare l’endpoint SPARQL, utile poi per l’interrogazione di risorse di tipo RDF, e l’attivazione del completamento automatico per termini e classi.
Lo Schema Editor interroga risorse esterne utilizzando SPARQL, un linguaggio pensato per interrogare dataset RDF.
Di default, l’editor utilizza l’ endpoint SPARQL del Catalogo. Tuttavia, è possibile modificarlo per collegarsi a un diverso server SPARQL, utile ad esempio quando si lavora con dataset personalizzato o infrastrutture RDF distribuite. Per farlo, cliccare sull’icona hamburger (≡) situata nell’angolo superiore sinistro dell’interfaccia.
Per modificare l’endpoint SPARQL:
Una volta salvata la configurazione, l’editor utilizzerà il nuovo endpoint per tutte le interrogazioni.

Schema editor è in grado di suggerire automaticamente termini e classi durante la digitazione, basandosi su un insieme selezionato di vocabolari disponibili sul catalogo schema.gov.it. Per utilizzare l’autocompletamento:
Questa funzionalità semplifica notevolmente l’inserimento di riferimenti corretti e riduce il rischio di errori di sintassi o URI non validi.

La sezione Data Models dello Schema Editor offre una panoramica strutturata di tutte le classi RDF definite nello schema. È pensata per facilitare l’analisi delle proprietà associate a ciascuna classe e dei relativi collegamenti semantici.

Questa sezione dello Schema Editor raccoglie un insieme di strumenti pensati per l’analisi semantica, la visualizzazione RDF e la validazione della compatibilità con JSON-LD. Attraverso diversi pannelli interattivi, è possibile esplorare la struttura dello schema, comprenderne il significato semantico e verificarne il comportamento in contesti RDF reali.
Lo Schema Editor permette di generare automaticamente un esempio e aprirlo nello strumento esterno JSON-LD Playground. Questa funzione consente di:
Questo strumento è utile per testare la correttezza della rappresentazione semantica dei dati.

La sezione RDF mostra le informazioni dello schema in triplette RDF (nella forma soggetto – predicato – oggetto), fornendo una rappresentazione chiara della struttura semantica. Questa vista permette di:

Il contenuto della sezione JSON-LD Context viene generato automaticamente a partire dai metadati (x-jsonld-type e x-jsonld-context) presenti nello schema. Tra le principali caratteristiche:
Questo pannello è fondamentale per garantire un’integrazione semantica efficace e una pubblicazione dati interoperabile.

L’Action Menu dello Schema Editor offre un accesso rapido a diverse funzionalità utili per gestire, esportare e condividere gli schemi semantici.
È accessibile tramite un apposito pulsante posizionato nell’interfaccia principale dell’editor.
Funzionalità principali

L’RDF Ontological Class Helper è uno strumento integrato nello Schema Editor pensato per supportare gli utenti nella progettazione semantica avanzata degli schemi.
Questa funzionalità aiuta a esplorare le proprietà RDF associate a una specifica classe semantica, facilitando la corretta mappatura delle proprietà e migliorando la qualità semantica complessiva dello schema.
Le proprietà individuate sono inserite in un pannello interattivo, da cui l’utente può analizzarle e decidere se integrarle o meno nel proprio modello.
Questo strumento è particolarmente utile per estendere la copertura semantica dello schema, garantire un allineamento corretto con vocabolari standard RDF, riutilizzare proprietà esistenti, riducendo la ridondanza e favorendo l’interoperabilità semantica.
